Testimonianze

PAROLA A… UNA CARE GIVER

Ciao a tutti.
Mi presento: sono genitore di un ragazzo disabile grave. Mi è stato chiesto di esprimere la mia esperienza in questa situazione.

Lo confesso: quando mio figlio è venuto al mondo, è stato come un terremoto, non tanto per me, ma perchè pensavo alla vita che lo aspettava.

Con il tempo ho imparato che la vita, se si accetta anche con questa sofferenza, ci fa superare le difficoltà con più saggezza e amore.

Un figlio ai nostri occhi è sempre un regalo e lo si ama per quello che è. Sono stata con lui 38 anni, tra alti e bassi, anche lui ha insegnato a me tante cose, per esempio: comunicare coi gesti, saper ascoltare quando era triste, essere paziente nel rispondere ai suoi bisogni, giocare con quello che piaceva a lui: gli animali, le sveglie o le moke, capire che la felicità si può trovare nei valori semplici che la vita ci dà.

Ora che mio figlio non c’è più, ha lasciato un vuoto incolmabile; mi mancano i suoi sorrisi, la sua voce, le sue carezze tra i capelli,  il suo modo di vivere… non passa giorno che io pensi a lui e idealmente lo abbracci.

Antonietta